Campoligure: Gardaland ed i Gardalandiani – 6 luglio 2014

E poi c’è Campo Ligure. Guardi un po’ di video su
Youtube, inserendo il primo “MTB Gardaland Campo Ligure” che ti passa per la
testa, e vedi questi trail fantastici, caratterizzati da boschi di castagni,
lunghi tratti flow ad alta velocità, salti, passerelle e pensi subito che una
tappa del genere non può mancare nel curriculum del rider Ligure.

Indicazioni e pareri degli utenti in rete sono unanimi:
assolutamente da provare previo contattato con i locals di Ergal Bike/BikeCafè. Ma in fondo pensi: “si vabbeh, sti qua del negozio avranno da fare, manco
io a rompere gli zebedei. Se recupero una traccia si prova ad andare su e via”.
Invece non faccio neppure in tempo a cercare un misero file.gpx, che il buon Ivo
mi intercetta e si offre di accompagnarci: “Beh…se la metti cosi’ allora tante
grazie!!!”.

Si parte: la crew degli spuncers e’ composta da Gian, Pedro,
Christian, Marco, la new entry Giuseppe (visitate il suo blog è molto, ma molto carino!) ed il sottoscritto. Arrivati a Masone, Ivo
è pronto ad accoglierci per accompagnarci prima in zona posteggio, quindi al mitico/mistico
Bike Cafè, per trovare il resto del gruppo locale: Diego e Leo.
Ivo, Diego e Leo: li vedi a 1 km di distanza e pensi
subito “questi in sella fanno fuoco”. Li vedi da vicino e confermi “per tenere
il loro passo, ci vuole un elicottero!!”. E così è. Ma loro tengono un profilo
bassissimo e 100% disponibilità: si mettono in coda e si adeguano al nostro
passo, illustrano trail e forniscono indicazioni sulla zona, con particolari
approfondimenti su rifornimenti idrici e tappe culinarie. Intanto Leo prova i
freni ….in salita (e che salita!!!), e io mi perdo un buon 2/3 di spiegazioni
varie per tentare di capire se ha una bici elettrica o il tritolo nelle gambe. La
seconda!!!!
Dopo 6 o 7 km di salita, di cui l’ultimo piuttosto
impegnativo, su sterrato, arriviamo all’attacco della Gardaland. Tanto per
cambiare i video non rendono benissimo l’idea e i moniti delle nostre guide ci
preannunciano il primo ostacolo: il canalone. Dopo un primo breve tratto abbastanza
flow, ci si infila in un …. canalone con diverse rocce e passaggi delicati
che, uniti all’umido delle piogge dei giorni precedenti, costringono il
sottoscritto e altri alla prima discesa dalla sella. Per Leo non e’ un
problema: se vede una pietra alta 10 cm, lui fa mezzo metro di salto e non ci
pensa più. Ivo e Diego il canalone lo affrontano con la stessa naturalezza con
cui io vado in bagno al mattino.
Si prosegue: il Gardaland ci risucchia nella parte più
veloce, i nostri angeli custodi sono costantemente a protezione del gruppo, in
testa, al centro e in coda, anticipando gli sviluppi del percorso e facendo da
apripista. Se avessi pagato per un servizio di guida mtb, avrei avuto aspettative meno esigenti.

Arriviamo ad un bel saltone di 2 o 3 metri. Qui
tutti sull’attenti: Leo’s Show! Rincorsa breve ma dalla pendenza generosa
per arrivare in rampa a manetta, una paio di balzi di assestamento, rampa e via!!! Spettacolo!!!!!!!
Il trail si snoda su tratti caratterizzati da varianti in
grado di soddisfare ogni tipologia di biker: dai meno esperti, con chicken lane sempre pronte a consentire
il passaggio in sella, ai più esigenti, che possono trovare salti, appoggi,
roadgap e altre opere di ingegneria di cui ignoro persino la terminologia!
A 3/4 del Gardaland interrompiamo la discesa per
ottimizzare il giro andando a prendere il Rossiglione. Nuova breve salita di un
paio di km con tanto di fontanella di acqua potabile a temperatura frigo (che
mi fa stramaledire la borsa idrica e il minestrone che ormai si e’ formato all’interno….ma
ci sono i sali e me lo tengo!) e breve tratto piuttosto ripido, per
riallacciarci al Gardaland poco prima del salto di Leo. Nuova esibizione,
medesimo effetto: mascelle degli spuncers ad altezza caviglia!
Poco dopo il salto, dal Gardaland parte il Rossiglione:
un trail che nella prima parte offre un graditissimo (dalle gambe che iniziano
a soffrire un po’ di fatica) flow e qualche passaggio stretto vicino agli
alberi del bosco. La seconda parte del percorso invece propone un po’ di
movimento, e mentre inizio ad issare bandiera bianca, ho ancora il
tempo di ammirare Diego trasformare passaggi tecnicissimi, in banalità
da graziella con rotelle.
Diego: “E’ tutta una questione di linee, basta passare
di qua e lo fai ad occhi chiusi
Io: “Se lo dici tu….
Ma i miei occhi restano sgranati!!!!
Siamo quasi in fondo, io sono cotto, piu’ di testa che
di gamba. Dalle prime linee arrivano notizie incontrollate di Ivo che sta scendendo
sulla sola ruota dietro e Leo che, per non essere da meno, ha deciso di farsela
su quella davanti!!! Vedere il video per credere!
A fine trail ritrovo l’asfalto che, a questo punto,
non fa più’ tanto schifo, e le facce di tutti gli spuncers con la solita
espressione data dal mix fatica, adrenalina, divertimento: dei bambinoni
deficienti!!! Belli noi!!!
Dispiace di non riuscire a organizzare il terzo tempo:
sicuramente i ragazzi di Campo Ligure meriterebbero più un busto nella piazza
del comune che una birretta al bar! Ma le nostre famiglie ci reclamano, e a noi
non resta che congedarci invitando i nostri nuovi amici a provare l’Eremita per
ricambiare, almeno, l’ospitalità trailbuildinghistica…..tanto ad andare in bici
loro hanno gia’ imparato!!!!

E per eventuali miscredenti….. ecco le prove (thx Giuseppe!!!!):

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